Sulla crisi finanziaria del 2008 e sulla recessione che ne è scaturita è stato scritto tutto e il contrario di tutto. Uno degli aspetti più interessanti, a mio avviso, è la miopia generalizzata con cui imprese e istituzioni hanno affrontato la gestione del rischio sistemico che si andava accumulando nel sistema economico e finanziario.

A questo tema nelle sue molteplici declinazioni è dedicato il numero di novembre di «Harvard Business Review Italia», che ha per titolo Obiettivo risk management.

In questo numero della rivista sono contenuti due lunghi contributi tradotti da me:

  • Come General Electric rivoluziona se stessa, di V. Govidarajan, J.R. Immelt e C. Trimble, in cui si spiega come il colosso statunitense abbia rinnovato la propria strategia innovativa adottando un processo di “innovazione inversa” contrapposto alla “glocalizzazione”;
  • La gestione del rischio in un mondo nuovo, di M. Hofmann, R.S. Kaplan, A. Mikes, R. Simons e P. Tufano, in cui i cinque esperti, moderati dal redattore capo di HBR David Champion, si interrogano e si confrontano sul futuro del rischio d’impresa.

Come sempre, gli abstract degli articoli sono leggibili sul sito di HBR Italia.

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